
Il Tango platence nasce tra il 1880 e il 1900 in un preciso contesto geografico, ovvero lo spazio conteso fra le due città che fiancheggiano l’estuario del Rio del plata: Buonos Aires (capitale dell’Argentina) e montevideo (capitale dell’Uruguay).
Il Tango è frutto di un ibridazione tra diverse popolazioni; nella sua creazione sono implicati almeno tre continenti:
- l’America, dove questo ballo è nato e si è sviluppato
- l’Eeuropa, con i suoi emigranti che stabilitisi nella realtà platense hanno contribuito fortemente alla sua creazione
- l’Africa, che a livello ritmico ha influenzato molto la sua nascita
Il Tango è un universo, di cui si è detto tanto e tutto, ma di cui pare resti sempre altro da dire. é un’emozione dalle tante facce che ha stimolato libri, cinema e teatro, che ha costruito un contenitore di metafore e racconti.
Il Tango è un linguaggio, è un fenomeno vivo di cultura, che oltrepassa i confini della sua terra.
Nasce come ballo introverso, ballando tra uomini soli, poi danzato nei bassifondi di Buenos Aires “a dicei centesimi di giro compresa la dama” (Borges); infine guadagna i salotti europei dei primi del Novecento, in forme più eleganti e stilizzate.
Dire che è “un pensiero triste che balla” (frase celebre di Enrique Santos Discèpolo, paroliere di Carlos Gardel, il più fantastico e amato tra i cantori del Tango), non ne esaurisce la ricchezza del senso.
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